Voglio fare il ministro… GRATIS!

Per fortuna il Fertility Day è passato e se non si sapranno i numeri relativi al contributo in nascite che ha portato, di sicuro quelli in commenti e scimmiottature della campagna sono stati molto elevati.
E il punto è proprio questo, mi sono accorto che dai commenti e dalle polemiche verso la campagna, poco per volta le persone hanno cominciato a condividere maggiormente le “parodie”, ottenendo così di spostare il focus dei ragionamenti su altre problematiche.
Mi spiego meglio.
Guardiamo queste due campagne:

1

 

Ovvio l’obiettivo che si vuole raggiungere e riassumiamolo con un vecchio proverbio: “chi ha tempo non aspetti tempo”.
Ma adesso osserviamo questa:

2

 

Forse chi l’ha realizzata non è nemmeno mai stato un pubblicitario, però ha creato una “campagna” decisamente più incisiva della prima.
È colpa di una donna se l’incertezza del lavoro la costringe a far passare gli anni “più fertili” per poter pensare di dare un futuro a un figlio?
Trovo molto più coinvolgente lo slogan, più azzeccata l’espressione della donna… in poche parole io premierei questa campagna, altro che la prima.
E lo Stato (per non citare la già tartassata ministra) di fronte a una riflessione del genere ne viene fuori a pezzi.

Inoltre mi ha ricordato un’altra immagine (di cui ignoro la fonte perché hanno almeno avuto il buon gusto di non firmarla) che avevo fotografato di una campagna direi curiosa e oltremodo offensiva per tutte le persone disoccupate o a tempo determinato.

3

Spesso si vedono oscenità del genere, ma di simili debacle si vuole semplicemente porre l’accento sul fatto di essersi affidati a creativi poco capaci? Chiedendo ad altri magari di lavorare “a gratis” per provare a “recuperare”.
In realtà mi piacerebbe immaginare che la seconda campagna sul Fertility Day sia stata fatta in quel modo proprio per il senso vendicativo di qualche creativo offeso dalle dichiarazioni della ministra.
Io comunque non sono disposto a fare pubblicità a gratis per il bene del mio paese, come chiede la ministra, però sono disposto, a gratis, a prendere il suo posto!
Almeno sono sicuro di capirne un po’ di più se si parla di comunicazione, di brief o di tempistiche necessarie per una campagna.
È vero, sono siciliano d’origine, ma respiro l’aria del Piemonte da quando sono nato e qui, si sa, sono tutti molto pragmatici.
Anche sulla parodia del Fertility Day, l’hanno semplicemente risolta così:

4

Questa per me è creatività!

Pietro Saitta

Pietro Saitta

Direttore creativo presso GRUPPO/input Opero nel campo della comunicazione da quasi 30 anni, ma avendo iniziato il mio percorso come responsabile pubblicità di un’importante catena della Grande Distribuzione, continuo a nutrire una passione innata per la GDO e per tutti i Centri Commerciali. Ho avuto la fortuna di lavorare in questo mondo vedendo negli anni le rivoluzioni spaventose che l’hanno coinvolto, ritrovandomi oggi a guardare un social network pur ricordando le vecchie campagne montate a mano con una reprocamera. Il lato positivo è stato non poter mai essere sicuro di aver imparato tutto, perché appena si diventava bravi in qualcosa, c’era alle porte una novità che necessitava assolutamente di tutte le nostre attenzioni. Per questo ancora oggi sento il bisogno di crescere professionalmente cercando di sviluppare contatti utili in questo percorso, prima ancora che per il business della mia azienda.

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